L'edizione 2026 del Rapporto sull'economia circolare in Italia conferma le buone performance italiane rispetto alle altre grandi economie dell'UE, ma evidenzia un dato industrialmente critico: il 46,6% delle materie prime trasformate in Italia proviene dall'estero, contro una media UE del 22,4%. Parallelamente, gli investimenti privati italiani nelle attività tipicamente circolari — riciclo, riuso, riparazione, noleggio e leasing — risultano scesi da 13,1 miliardi di euro nel 2019 a 10,2 miliardi nel 2023. La circolarità emerge quindi sempre più come questione di autonomia strategica e competitività industriale. Sono i dati che emergono dall’8° Rapporto sull’Economia Circolare in Italia 2026, presentato durante la Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare, promossa dal Circular Economy Network in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e con ENEA.